La Corea di Don Nesi (1962-1982)

CoreaCoreaNei primi anni ’60 fu assegnata a don Nesi la Parrocchia di Corea. Insieme all’opera religiosa fu avviata un’esperienza sociale e culturale di notevole significato e di grande valore, ancorata all’istruzione pubblica, alla presenza religiosa autonoma, a servizi sociali resi accessibili ai più bisognosi, e ad una promozione culturale e associativa diffusa a livelli differenziati.

 

Scarica il decreto ministeriale che decreta il Villaggio in Corea come un’Istituzione Sperimentale (in ultima pagina le note esplicative del decreto a cura di don Nesi)


LE STRUTTURE ED I SERVIZI
Furono avviate e progressivamente realizzate – il tutto sempre e solo con l’impegno dell’Opera Madonnina del Grappa e, successivamente, anche grazie al sostegno degli amici di Corea e del Villaggio Scolastico – la
Casa dello Studente; una scuola materna; la biblioteca pubblica; un centro sanitario di base; campi da gioco per diverse discipline sportive; una sala ed un salone per incontri e conferenze; vari servizi scolastici.
Perni significativi – e tra loro autonomi anche fisicamente – di tutta l’opera in Corea furono l’attività parrocchiale (a don Nesi fu affiancato un altro sacerdote) e la comunità degli studenti uniersitari della Casa dello Studente (giovani volenterosi in difficoltà economiche per gli studi, disposti ad impegnarsi in un’azione socio-educativa di quartiere). Si deve sottolineare il grande apporto venuto dagli operai del Deposito Ferrovie, che sostennero in vario modo tutta l’azione del Villaggio di Corea, e l’opera di Don Nesi; e da un rapporto sempre di reciproca attenzione con le rappresentanze istituzionali del periodo.

IL VILLAGGIO SCOLASTICO
L’opera educativa e di impegno socio-culturale portata avanti nel Villaggio e dagli operai del Deposito Ferrovie, che sostennero in vario modo tutta l’azione del Villaggio di Corea, e l’opera di Don Nesi; e, in un rapporto sempre di reciproca autonomia e di altrettanto reciproca attenzione con le rappresentanze, l’istituzione sperimentale venne estesa a tutte le scuole del quartiere sotto la denominazione di “Villaggio Scolastico”.
Il quartiere di Corea veniva così a disporre dell’intero servizio scolastico obbligatorio, accompagnato e sostenuto da un lavoro sperimentale di valenza nazionale, e di notevole significato scientifico.

LE ATTIVITA’ EXTRASCOLASTICHE
Anche se impropriamente denominate extrascolastiche (la valenza centrale del progetto stava proprio nella visione globale, ed al tempo stesso specifica del lavoro educativo) nel Villaggio Scolastico si svolgevano, si impostavano e si realizzavano:

– attività sportive;
– attività ricreative;
– attività sociali (è significativo che la prima Consulta popolare della città, antesignana dei successivi Consigli di quartieri, nacque in Corea, e svolgeva le sue riunioni proprio nel Villaggio);
– attività culturali;
– attività editoriali;
– attività di scambio.

Ciascuna nel suo genere era tesa a coinvolgere, oltre gli “abitanti” del Villaggio, la gente del quartiere (si ebbero i primi universitari del quartiere impegnati nelle attività del Villaggio e nel Doposcuola), la città nelle sue diverse espressioni (istituzionali, religiose, sociali), tanti giovani universitari che portarono la loro opera significativa nelle attività del Villaggio, tanti professionisti ed operatori vari che collaborarono alle varie iniziative.
Vale la pena di sottolineare, per la finalità della presente nota, l’attività degli Incontri di Corea, promossi dagli studenti della casa e dagli operai delle ferrovie, su temi di grande attualità e di grande significato culturale, con la partecipazione di operatori importanti, ed a volte con qualche significativo contributo al confronto che su quei temi si andava svolgendo in Italia e nel mondo. L’elenco dei titoli e degli oratori è sufficiente per testimoniarne l’importanza, il valore, il richiamo; preme qui evidenziarne il rapporto con la città: chiamava e richiamava in un quartiere periferico la parte più sensibile della città; “costringeva” la città a confrontarsi in modo pluralistico; integrava uno scambio tra gente di periferia e gente del centro; inseriva Livorno in un circuito di approfondimenti e di confronto di alto livello, ed in modo libero da condizionalmenti, vincoli o mere appartenenze.
Altra necessaria sottolineatura deve esserci per le
pubblicazioni di Corea, dai Quaderni che raccoglievano il frutto degli incontri (sempre documentando anche la partecipazione del pubblico con la pubblicazione di tutti gli interventi), ai Libri di Corea per la piena educazione, alle pubblicazioni settoriali (sinificative le “premonitrici” lettere dal Brasile).

L’EREDITA’ DI LAVORO
L’opera di Don Nesi, le attività del Villaggio, i frutti del lavoro socio-educativo-culturale, hanno lasciato nei coprotagonisti di allora, in vaste aree della città, ed in vasti ambienti d’Italia segni e radici importanti.La necessità di non perdere del tutto la mamoria di quella esperienza, l’opportunità di mettere a frutto i risultati acquisiti, ed anche la volontà di sostenere il nuovo impegno di Don Nesi in Brasile, hanno portato alla costituzione dell’
Associazione Don Nesi/Corea, in ambienti del Villaggio di Corea